La tonsillectomia, uno degli interventi chirurgici più comuni in ambito ORL, especially in età pediatrica, si è evoluta notevolmente. Accanto alla tecnica classica, si affianca ormai da tempo una tecnologia avanzata: la radiofrequenza. Ma in cosa consiste esattamente e quali sono i reali vantaggi per il paziente? Uno studio presentato dalla Clinica Villa Fiorita di Aversa, guidato dal Dr. Capasso, offre una risposta chiara e confortante, basata sull’analisi di centinaia di casi.
Onde Radio al Servizio della Chirurgia: Cos’è la Radiofrequenza?
La radiochirurgia a radiofrequenza è una tecnica all’avanguardia per tagliare e coagulare i tessuti molli. A differenza degli elettrobisturi tradizionali, che operano a temperature elevatissime (oltre 200°C), la radiofrequenza utilizza onde radio ad alta frequenza (4 MHz).
Il meccanismo è innovativo: l’energia non viene scaricata sul tessuto, ma è il tessuto stesso a generare calore dall’interno, a livello molecolare. Questo avviene perché le onde radio fanno oscillare le molecole d’acqua presenti nelle cellule, rompendone i legami e liberando energia in modo controllato. Il risultato è una temperatura di lavoro molto più bassa (30°-50°C), che causa un danno termico minimo ai tessuti circostanti.
Lo Studio: un Confronto alla Lente di Ingegno
Per valutare oggettivamente i benefici, sono stati analizzati 558 pazienti in età pediatrica, suddivisi in due gruppi:
- Gruppo A (242 pazienti): tonsillectomia con tecnica classica.
- Gruppo B (316 pazienti): tonsillectomia con l’ausilio delle radiofrequenze.
Tutti i pazienti sono stati monitorati durante il ricovero (24-48 ore) e in follow-up settimanali fino a un mese dopo l’intervento. I parametri sotto esame includevano sanguinamento intraoperatorio, intensità e durata del dolore, tempi di ripresa dell’alimentazione solida, episodi febbrili e, soprattutto, il rischio di emorragie precoci e tardive.
I Risultati: Vantaggi Tangibili per Pazienti e Famiglie
I dati raccolti hanno parlato chiaro, dimostrando che la tecnica con radiofrequenze offre significativi miglioramenti nel decorso post-operatorio:
- Meno Dolore: Riduzione sia dell’intensità che della durata del dolore, con un conseguente minore consumo di analgesici.
- Recupero Più Rapido: I pazienti hanno ripreso prima l’alimentazione solida, tornando a una dieta normale in meno giorni.
- Ritorno alla Normalità: Si è registrata una significativa riduzione dei giorni di scuola persi (e, per gli adulti, dei giorni di lavoro).
- Complicanze Ridotte: Episodi febbrili e, aspetto cruciale, emorragie sono risultati meno frequenti.
- Guarigione Accelerata: La completa riepitelizzazione della loggia tonsillare (la ferita lasciata dall’asportazione) avviene in media 2 giorni prima rispetto alla tecnica tradizionale (11-13 giorni contro 13-15).
La Chirurgia è anche Arte: l’Importanza dell’Esperienza
Nonostante i dati positivi, lo studio sottolinea un aspetto fondamentale: la tecnologia da sola non basta. Le radiofrequenze, sebbene rappresentino una tecnica “sicura, rapida ed efficace con scarsa morbidità”, assicurano i risultati migliori e minimizzano i rischi solo in mani particolarmente esperte. L’abilità del chirurgo nel manovrare lo strumento e nel gestire l’energia erogata rimane un fattore determinante per il successo dell’intervento.
Conclusioni: un Approccio Moderno per un Intervento Tradizionale
In conclusione, la tonsillectomia con radiofrequenza si afferma come una valida alternativa alla tecnica classica, soprattutto per i suoi vantaggi nel post-operatorio. La riduzione del dolore, la più rapida ripresa delle normali attività e il minor tasso di complicanze la rendono un’opzione particolarmente interessante in età pediatrica, dove il disagio post-operatorio può essere più difficile da gestire. Questa tecnica incarna perfettamente l’evoluzione della chirurgia moderna: tecnologicamente avanzata, meno invasiva e con un occhio di riguardo per la qualità della vita del paziente durante la convalescenza.

