Fino a pochi anni fa, per molti pazienti affetti da poliposi nasale severa e recidivante, l’unica prospettiva era un susseguirsi di interventi chirurgici e terapie cortisoniche, con il loro carico di effetti collaterali. Oggi, l’avvento dei farmaci biologici sta rivoluzionando il panorama terapeutico, offrendo una speranza concreta dove prima regnava la frustrazione. A presentare i risultati incoraggianti di un’esperienza clinica è stata la Dott.ssa Federica Granato, del P.O. Stabia ASL NA 3 Sud, in occasione del III Congresso “About the Nose ed Oltre”.
La Poliposi Nasale: un Pesante Fardello per la Qualità della Vita
La Rinosinusite Cronica con Poliposi Nasale (CRSwNP) non è un semplice “naso chiuso”. È una patologia infiammatoria cronica invalidante, caratterizzata da:
- Ostruzione nasale persistente.
- Perdita dell’olfatto (iposmia o anosmia), spesso precoce e indicativa di una forma severa.
- Dolore facciale, disturbi del sonno e senso di ovattamento.
Spesso si associa ad asma (fino al 70% dei casi di asma grave) e a intolleranza all’aspirina, configurando un quadro clinico complesso che impatta profondamente sul benessere quotidiano.
La Svolta: Colpire l’Infiammazione alla Radice
La vera comprensione della malattia è arrivata con l’identificazione dell’infiammazione di tipo 2 come meccanismo patogenetico comune. In questo processo, giocano un ruolo chiave citochine come IL-4, IL-5 e IL-13, che promuovono il reclutamento e la sopravvivenza degli eosinofili, cellule immunitarie responsabili del danno tissutale e della crescita dei polipi.
I farmaci biologici, come Mepolizumab, sono progettati come “proiettili intelligenti” per colpire selettivamente questi bersagli. Mepolizumab, in particolare, è un anticorpo monoclonale che neutralizza l’IL-5, la citochina fondamentale per la vita degli eosinofili, riducendone drasticamente il numero nell’organismo.
Lo Studio: Dati alla Mano, i Risultati Parlano Chiaro
Lo studio presentato ha coinvolto 30 pazienti con poliposi nasale recidivante, elevati livelli di eosinofili e un grave impatto sulla qualità della vita. Prima del trattamento, i dati erano severi:
- Punteggio SNOT-22 medio: 78 (su un massimo di 110), indicativo di una qualità della vita fortemente compromessa.
- Iposmia severa nel 70% dei pazienti.
- Alto punteggio dei polipi nasali (NPS) e evidenza di malattia alla TC.
I pazienti sono stati trattati con Mepolizumab (100 mg ogni 4 settimane) in associazione con uno spray nasale a base di cortisone (Mometasone). I controlli a 3, 6 e 10 mesi hanno rivelato un miglioramento impressionante:
- Scomparsa delle Recidive: A 10 mesi, nessun paziente ha necessitato di un nuovo intervento chirurgico.
- Ritorno dell’Olfatto: La percentuale di pazienti con iposmia severa è crollata dal 70% allo 0%. 27 pazienti su 30 sono tornati alla normosmia (olfatto normale).
- Qualità della Vita Trasformata: Il punteggio SNOT-22 è migliorato in modo drammatico, passando da 78 a 18 in 10 mesi.
- Riduzione Obiettiva dei Polipi: Il punteggio endoscopico dei polipi (NPS) si è significativamente ridotto.
Take Home Message: una Nuova Prospettiva di Cura
I “messaggi da portare a casa” sono chiari e pieni di speranza. La CRSwNP è una patologia grave, con alti costi sociali e personali, che tradizionalmente costringe a ripetuti interventi e all’uso cronico di cortisoni sistemici.
Mepolizumab, e i farmaci biologici in generale, rappresentano un cambio di paradigma. Non si limitano a sopprimere i sintomi, ma agiscono sulla causa immunologica della malattia. I risultati dello studio dimostrano che questo approccio:
- Migliora la sintomatologia in modo clinicamente misurabile.
- Diminuisce drasticamente il tasso di re-interventi chirurgici.
- Riduce la dipendenza dai cortisoni orali e i loro effetti collaterali.
Questa terapia mirata sta aprendo una nuova frontiera, offrendo ai pazienti non solo un controllo migliore della malattia, ma la riconquista di sensi fondamentali come l’olfatto e, con esso, un pezzo importante della propria qualità di vita.

