Nel panorama della salute, pochi organi incarnano il dualismo “difensore-nemico” come le tonsille. Sono le sentinelle silenziose poste all’ingresso delle nostre vie aeree, ma quando il loro equilibrio si rompe, possono trasformarsi in un focolaio di problemi persistenti. La tonsillite cronica non è un semplice “mal di gola che non passa”, ma una condizione complessa in cui il sistema immunitario stesso, quella macchina perfetta progettata per proteggerci, innesca un circolo vizioso di infiammazione e danno. Attraverso il lavoro del Dott. Giancarlo Capasso, Direttore UO P.O. “Stabia” ASL NA 3 SUD, esploriamo questo affascinante e intricato scenario clinico.
Il Bivio Immunologico: da Difesa a Auto-Aggressione
In condizioni normali, le tonsille sono un quartier generale dell’immunità. Sono ricche di “centri germinali” dove i linfociti B e T imparano a riconoscere i nemici, producono anticorpi e, soprattutto, creano una memoria immunologica per risposte future più rapide ed efficaci.
Nella tonsillite cronica, questo meccanismo di precisione va in tilt. La stimolazione antigenica continua, spesso da infezioni ripetute, distorce la risposta immunitaria. Non prevale più la bilanciata risposta protettiva, ma si scatena una reazione di tipo Th17, caratterizzata da una massiccia produzione di interleuchina-17. Questa molecola, sebbene utile in contesti limitati, se iper-prodotta diventa un motore di infiammazione tissutale cronica e può innesare processi autoimmuni.
Il Cerchio della Cronicità: Biofilm e Autoanticorpi
Come fa un’infezione a persistere nonostante le terapie? La risposta spesso risiede nel biofilm. Immaginiamo comunità di batteri che, come una città fortificata, si racchiudono in una matrice vischiosa all’interno delle cripte tonsillari. Questo biofilm:
- Protegge i batteri dagli antibiotici, impedendone la penetrazione.
- Scherma i patogeni dall’attacco del sistema immunitario.
- Mantiene acceso lo stato infiammatorio, stimolando costantemente le difese dell’organismo.
Il sistema immunitario, frustrato e continuamente allertato, può quindi cominciare a sbagliare bersaglio. Attraverso meccanismi come il mimetismo molecolare (dove batteri e tessuti umani hanno strutture simili), i linfociti iniziano a produrre autoanticorpi che, invece di attaccare gli invasori, aggrediscono i tessuti del proprio corpo, incluse le tonsille stesse.
Le Conseguenze a Distanza: quando il Problema Esce dalla Gola
Il vero pericolo della tonsillite cronica non è solo il mal di gola, ma il suo potenziale di innescare complicanze sistemiche gravi. Le tonsille infette diventano un “serbatoio” che può scatenare reazioni a catena in tutto l’organismo:
- Febbre Reumatica: Una malattia autoimmune che può colpire il cuore (cardite), le articolazioni e il sistema nervoso.
- Glomerulonefrite: Un’infiammazione dei reni causata dal deposito di immunocomplessi.
- Complicanze Neurologiche: Come la sindrome PANDAS, associata a infezioni streptococciche e caratterizzata dall’insorgenza improvvisa di disturbi ossessivo-compulsivi e tic nei bambini.
Le Soluzioni: dalla Terapia Medica alla Chirurgia
La gestione della tonsillite cronica è un percorso a più livelli. La terapia antibiotica mirata è il primo passo, ma spesso non basta a eradicare i biofilm o a “resettare” la risposta immunitaria alterata.
Quando la condizione diventa invalidante, la tonsillectomia (l’asportazione chirurgica delle tonsille) si trasforma da ultima risorsa a scelta terapeutica risolutiva. Le indicazioni all’intervento sono chiare e si dividono in due categorie:
- Cause Infettive: Tonsilliti acute ricorrenti (es. >5 episodi/anno), infezioni persistenti non responsive ai farmaci, ascessi peritonsillari, e soprattutto, l’associazione con malattie reumatiche o neurologiche.
- Cause Ostruttive: Quando l’ipertrofia tonsillare causa apnea ostruttiva nel sonno (OSAS), difficoltà nutrizionali, disturbi del linguaggio o persino enuresi notturna e ritardo della crescita.
Take Home Message: un Equilibrio da Ristabilire
Il messaggio finale è potente e chiaro. L’attività immunologica delle tonsille non è permanente; è massima nell’infanzia e si riduce naturalmente con l’età. Laddove un’appropriata terapia medica non riesce a risolvere le distorsioni immunitarie, l’intervento di tonsillectomia va inteso non come una sconfitta, ma come una scelta vicariante. Sostituisce, in un contesto patologico, il fisiologico processo di atrofia che l’organo avrebbe dovuto seguire, restituendo al paziente salute e qualità della vita.
In conclusione, la tonsillite cronica ci insegna che in biologia, il contesto è tutto. Ciò che è un baluardo di difesa in condizioni normali, in uno stato di squilibrio persistente può diventare una fonte di pericolo. Riconoscere questo paradosso è il primo passo per intervenire in modo appropriato e risolutivo.

